Costruzione della Cappella o Altare dei Santi Martiri.

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Nel 1733 presso la curia vescovile si recano i sigg. Cav. D. Michelangelo e fratelli del Canonico Don Alessandro Corsignani, il 22 Aprile 1691 per aver saputo che alcuni rappresentanti passati della Confraternita dei Santi Corpi(Santi MArteri), nel 1730 avessero denunciato alla corte vescovile, la mancanza di alcuni denari dovuti dal canonico D. Alessandro Corsignani in quanto deceduto in quell’anno.

Denaro da lui ricevuto dal fù Barone di Balsorano ad effetto di far edificare la Cappella de suddetti Corpi Santi secondo il Testamento del Sig. Giuseppe del Pezzo fatto nell’Anno 1695 in Celano per mano del detto Notaio Sericchi. Siccome la Chiesa Madre fu riaggiustata e la vecchia cappella dei Santi Marteri e la Sagrestia furono totalmente disfatti e riedificati ex novo di fronte il Coro odierno.

A testimone fu presente il Mastro Pacchiarotta Berardo di Pescina che ben si ricorda del lavoro svolto e dichiara che oltre la costruzione della nuova cappella aveva anche lavorato con le sue mani le colonne centrali a scalpellino, insieme al ….  Donato Marino Spallone di Pesco Costanzo, che fù il capo mastro di detti lavori.

Si fa un accenno alle visite fatte dal Monsignor Corradini ed altri Pastori che spesso avessero forzato l’applicazione del testamento del … Giuseppe Del Pezzo. Prova ne fu che in punto di morte diede per liberarsi l’anima, degli anelli al suo  Confessore D. Francesco Ciccarelli, all’ora Curato,  che nulla disse della confessione.

Ma in un libretto portato dagli eredi Corsignani, appaiono dei libretti con gli scritti dei pagamenti effettuati a sopracitati debitori e ad altri che hanno lavorato nelle opere della Chiesa Madre e cioè i frarelli Spallone Marino e Giuseppe (vedi elenco dei lavori e denari ricevuti).

Quindi conclude il Decreto che siano cancellate tutte;le richieste di denaro perché illegittime, tant’è che esser uno degl’Eredi de suddetti intervenuti  Mons.r Ill.mo, e Rev.mo Vescovo di Venosa di cui il suo Giudizio.e Competente…….. (…..).

Qui di seguito l’atto:

In Dei nomine […] millesimo sepringentesimo trigesimo tertio Ind[ition].e decima Die v[ero]. quarta Iulij Reg[nan].te Carolo Tertio […].
Ad Ist[anti]a fatt’à noi Berardino di Renzo R[egi].o Giud[ic].e, Not[ar].o, e Testij infra[scri]tti ci siamo portati nella Corte Ves[civi]le de Marsi, ed avanti come sop[r].a in nom’e parte del Sig. Cav[ali].er D. Michel’Angelo, ed altri Fra[te]lli de Sig.ri Corsignani di Celano Eredi del q[uonda].m Can[oni].co D. Alesandro Corsignani loro zio in vig[or].e di una fideicom[m]issoria disposiz[io].ne fatta dal Padre, e Zij respettivam[en].te di essi Comp[aren].ti Michel’Angelo, e sud[ett].i Fra[te]lli Corsignani come p[er] atto rogato dal q[uonda].m Not[ar].o Sericchi nell’anno 1691 alli 22 di Ap[ri]le oggi presso Not[a].r Simplicio Rosati ancor Celanese, e dichiamo in nome, e parte de avi sud[ett].i Principali non animo consentiendi sed […], come avendo essi sud[dett].i Sig.ri Corsignani saputo extragiudizialm[en].te che alcuni, […], ed in particolare certi Pro[curato]ri passati, e forsi li pr[esen]ti odierni quantunque non tutti della Ven[era]b[i]le Confraternita, e de Corpi Santi di Celano siansi vantati di esser ricorsi à cotesta R[everendissi]ma Curia Ves[covi]le nell’anno 1730 contro il fu sud[dett].o Can[oni].co D[on]. Alesandro Corsignani, benche q[ue]sti nel sud[dett].o anno anche morisse e che d[ett].o ricorso fosse per forzare il sud[ett].o D. Alesandro al rendimento de Conti di certo denaio da lui ricevuto dal fù Barone di Balsorano ad effetto di far edificare la Cappella de sud[det].i Corpi Santi secondo il Testam[en].to del q[uonda].m Giuseppe del Pezzo fatto nell’Anno 1695 in Celano p[er] mano del d[ett].o Not[ar].o Sericchi pretendendo […] la non erogaz[ion].e di d[ett].a Cappella p[er] d[ett].o denaio, che costa riceuto dal referito fù Can[oni],co D. Alesandro Corsignani nella som[m]a di ducati quattrocentoquaranta due come dal Protocollo presso à Not[a].r Simplicio sud[dett].o che ne fà la seguente fede di estraz[ion].e in pub[li].ca forma presso d[ett].o infra[scri]tto Not[ar].o esistente del tenor che siegue
[testo in latino]
E per la quale insussistente pretenz[io].ne in d[ett].o Anno 1730 fosse stato citato il divisato D. Alesandro Corsignani, q[ua]le se così è deve presumersi, che portasse i suoi discarichi, e però quante volte vi sia il d[ett].o Processo fabricato in d[ett].o Anno 1730 incognito ad essi Comp[aren].ti e respettivam[en].te protestantino sarebbesi dovuto in p[rim].o luogo intimar loro d[ett].o processo, e lo stato, e 3ne(termine) della Causa mai ad essi intimato, ed altresì doppo di ciò previo iat[tanti]a sarebbesi dovuto anche consegnare loro il d[ett].o supposto Processo […]. E quindi essendosi p[er] divina disposiz[io].ne ritrovate altre giustificazioni che derimono affatto la d[ett].a insossistente iattanza se ne dà qui sotto il docum[en].to. In tanto è cosa nota à tutti che il d[ett].o fù Can[oni].co Corsignani assisté alla Fabbrica della d[ett].a Cappella de Corpi Santi, q[ua]le in p[rim].a fiata fù fabricata nel luogo oggi Sacristia dell’Insigne Colleg[ia].ta Chiesa di Celano. Ep[er]che indi fù rifatta di nuovo tutta la d[ett].a Chiesa si ordinò che d[ett].a Cappella fosse disfatta, e fù poi novellam[en].te rifabricata nel sito in facci’al Coro odierno dove oggi si vede passando le spese p[er] le mani di esso fù Can[oni].co Corsignani com’è palese à tutti gl’anziani Celanesi, che con scom[m]unica Papale lo averebbono deposto e colle solite posizioni, e articoli, quando l’uopo ricercato l’avesse, come fù altresì di passaggio provato in una Causa vertita trà li d[ett].i Pro[curato]ri della riferita Cappella, ed il Cap[ito]lo di Celano nell’Anno 1727 p[er] Processo esistente in cotesta Curia Ves[covi]le e si prova dal seg[uen].te attestato di M[ast]r[o]d[att].i Berardo Pecchiarotta ins[tanti].a pub[bli].ca presso di mé Not[ar].o esistente coll’annesso tenore
P[rese]nte, e p[er]sonalm[en].te cost[itui]to avanti di me not[ar].o, e Testimonij infra[scri]tti M[ast]ro Berardo Pacchiarotta di Pescina avogato in q[uest].a di Celano da circa anni trenta sette d’età sua d’anni sessanta ut dixit, […], a richiesta della verità, hà deposto spontaneam[en].te proprio […] il seguente fatto da ratificarsi […] in ogni Tribunale, e foro, come si ricorda benis[si].mo che molti anni sono, non ricordandosi bene se fusse nell’anno Mille settecento, ò Mille settecentouno più, ò meno, disse ricordarsi benis[si].mo che fù fabricata, e costrutta nella Chiesa Colleg[ia].ta di Celano la Cappella delli SS.ti Martiri nel luogo dove hoggi, è la Sagrestia, e poi in occas[io].ne che fù fabricata di nuovo la Chiesa sud[ett].a fù disfatta la d[ett].a Cappella, e fù nuovam[en].te fabricata, e costrutta in mezzo seu da capo vicino al choro, ch’è quella presentem[en].te esiste colle colonne, ed altri ornam[en].ti, e d[ett].e Colonne furono lavorate colle mie mani da scarpellino p[er] ord[in].e del q[uonda].m Donato Marino Spallone di Pesco Costanzo, che fù il capo mastro di d[ett].i lavori. E p[er] d[ett].a fabrica di d[ett].a Cappella dominava, e sopraintendeva la B[ona]. M[emoria]. del fù Can[oni].co D. Alesandro Corsignani, e si ricorda che con detto Spallone haveva patteggiato d[ett].o lavoro esso D. Can[oni].co Corsignani, mà non si ricorda del più, e del meno, ch’è q[ues].to depone sopra la […] alla presenza delli so[ttoscri]tti testimonij sponte.
Celano hoggi il Primo Luglio Millesettecento trentatrè, e so[ttoscri]tto col segno di Croce sua p[ro]r[ri]a mano.
+ segno di Croce p[er] mano del sud[ett].o Mastro Berardo Pacchiarotta […]
[…]
Tutto ciò fu fatto colla scienza, e con ord[in].e della F[elice]. M[emoria]. di Monsignor Corradini come fù palese, mentre dal 1700, fino al 1718, quando morì esso Vescovo vi intervennero molte sante visite fatte in d[ett].a Chiesa di Celano dal d[ett].o fù Mons[igno].r Corradini, e quindi del suo successore Mons.r de Vecchis due zelantis[sim].i Pastori, i q[ua]li ben informati della d[ett].a Cappella averebbero forzato esso Can[oni].co D. Alesandro à qualche restituz[io].ne di denaio quantevolte q[ue]sti non l’avesse erogato, massime il p[ri].mo cioè Mons.r Corradini non si suppone che ciò avesse trascurato, come che fù egli Esecutor Testamentario ex Testam[en].to del d[ett].o q[uond]m Giuseppe del Pezzo fatto dell’1695 e Benefattore di d[ett].a pia opera; Onde dalle visite de sud[ett].i Prelati il tutto apparir debbe, q[ua]li visite ad ogn’ist[anz]a delli Protestanti in qualibet Iudice dovrebbersi esibire, e tutte consequtive, imperoche se tal’una ne mancasse si arguirebbe de jure che vi fosse delle Parti la frode, siccome à suo luogo, e tempo […] se ne porterà avanti a Giud[i].ci Comp[eten].ti l’istanza tralasciarsi p[er] tanto le molte regole legali […] non allegandosi l’autorità p[er] esser brieve; Massime poi milita il d[ett].o argum[en].to nella Persona del Lodato Corradini p[er] esser egli stato, secondo si disse, della d[ett].a pia opera Esecutore; e nel lib[r].o in appresso citato evvi una partira fra le altre di certo denaro rimesso al d[ett].o Prelato dal menzionato Can[oni].co Corsignani fol. 2 di docati 37.20. p[er] altritanti pagati dal d[ett].o Prelato à M[ast].ro Marino Spallone Capo M[ast]ro. La pretesa poi istanza fatta del 1730 come sop[r].a contro il d[ett].o fù Can[oni].co deve dirs’incongrua, cioè la reale esistenza del d[ett].o Altare, ò sia Cappella, ed attese le premesse circostanze de fatto, mà ancora de jure; poiche secondo si legge nella ricevuta di esso D. Alesandro se ella sortì il suo effetto ur sup[r].a dictu esser dell’Anno 1699; essendo egli stato interpellato del d[ett].o Anno 1730 come supponesi dalla Parte Contraria, a chiare note si scorge esser passati Anni trenta. e p[er] conseguenza rimase estinta qualunq[ue]. azzione, maggiorm[en].te poi secondo il capo […] in cui si tratta di una semplice am[m]inistrazione col trafilo delle d[ett].e S[ante]. Visite; […], e tra mille dottori potra veders’il Cardinal de Luca […] q[ua]le trigennaria si contiene da tempo del supposto provisionale dec[re].to del 1730 contro esso fù Can[oni].co Corsignani che […], come sop[r].a si disse; poiche l’esaz[ion].e fù fatta del d[ett].o Anno 1699 che unito il riferitoclasso di tempo alle divisate circostanze […]. E non solam[en].te esso Mons.r Corradini, mà anche l’altro di lui zelantis[sim].o successore de Vecchis nelle sue visite p[er] aver più fiate visitata la d[ett].a Chiesa sop[r].a di ciò non fé dec[re].to alcuno, ne il fù Can[oni].co di d[ett].a Chiesa D. Lelio Sericchi Persona proba, e pia averebbe mandato in silentio q[ue]sto negozio se d[ett].o Can[oni].co D. Alesandro Cosrignani avesse fraudato in menoma parte la d[ett].a Cappella, o non l’avesse fatta costruire, essendovi tradizione ch’egli vi rimettesse di suo le vitture di Casa, ed altro, tanto più che la Chiesa p[er] la sua Fabrica stiede in gran bisogno com’è noto, ed anche si […], E finalm[en].te essendo morto il Can[oni].co D. Alesandro dell’1730 some sop[r].a puoco prima di morire sgravò la sua coscienza di alcuni suoi scrupoli cedé alcune anella d’oro, che teneva di Corte Personale in pegno al suo Confessore D. Fran[ces].co Ciccarelli vivente, all’ora Curato, lo che accadde in articolo mortis, e nulla disse della p[rese]nte pretenzione; onde ciò basta alla retta mente di chi giudica, […], considerandosi che de jure si presume nelle d[ett].e circostanze ogni liberatoria, e che siasi smarrita in q[ie]lla conformità che passati gl’Anni 30 si suppone de jure smarrito l’Assenzo […] sop[r].a l’alienazione de beni delle Chiese come dice il Reggente de Marinis lib. 1 reg. 27. Mà Dio im[m]ortale dov’è la Coscienza di alcuni Cavillosili nomi de q[ua]li p[er] modestia si tacciono sono incredibili gl’incom[m]odi che si soffrirono dal d[ett].o q[uonda].m Can[oni].co D. Alesandro Corsignani, e dalla Casa p[er] la sudett].a Fabrica p[er] le vetture, ed altri antichi e doppo trent’Anni vedersi malmenato in questa parte che di lui nome: ne egli come ben molti altri si sono approtecciati(?) con orrore degl’altri beni, e de luoghi pij, fraudò in menoma parte la d[ett].a opera. Chi sà qual machina siasi fatta da Cavillosi, e Calunniatori nella pia mente del zelante odierno Pastore, che di ciò ne fù inteso nell’ultima, Santa Visita di Celano del Corr[en].te Anno essendo egli nuovo alle metamorfosi Marsicane mà p[er] la Dio mercè si sono alla perfine ritrovate le seg[uen].ti notiz[i].e […] riceute originali del q[uonda].m M[art].ro Donato Marino Spallone sud[ett].o Capo M[ast]ro, e colla […] più minuta di tutte le spese occorse, che in unu[m] fanno la som[m]a di d[oca].ti 428 salvo ogni error di calcolo e reservato
[…]
Dall’atto pubblico di Notar Sericchi apparisce la ricevuta di D. Alessandro Corsignani per la fabbrica della Cappella – 442-
Da un libro della B[ona]. m[emoria]. di D. Alessandro Corsignani del 1700: comparisce il seguente esito per la Cappella delli SS. Martiri di Celano di mano di esso D. Alessandro Corsignani colle seguenti partite:
Esito al seguitur
Secondo le partite e parole in d[ett].o libro esistentino
[…] 1:45
e più l’altre seguenti :60
A Mro Marino Spallone quando andò a Roma per le pietre e marmi, come per sua ricevuta nel dì sud[ett].o, cioè a 18 Dicembre 1700 che poi si è trovata a parte 30:00
Adì 19 Xmbre 1700 rimessi a Monsignor Nostro docati 37, e carlini due per altrettanti pagati da lui a Mro Marino 37:20
Adì 28 Xmbre 1700 a Mro Berardo per ord[in].e di Mro Marino 1:00
Adì 6 Gennaro 1701 vi è in detto libro una ricevuta di p[ro]p[ri]o pugno del d[ett].o Mro Marino Spallone di doc[at].i 28 28:00
Siegue un notam[en].to di g[ra].na 72 però cassato, e così non si pone.
Adì 10 genn[ar].o 1701 e più dato a Mro Marino per soma di grano e patto fatto 3:90
Adì 12 Genn[ar].o per cannepa per le fune della fabbrica della Cappella e fattura in tutto 1:13
Al corriere p[er] Pescina come ivi :10
Per vitto ai Bifolchi a prender le pietre in S. Pelino 1:02
@ 30 Genn[ar].o 1701 al fratello di Mro Marino, chiamato Mro Giuseppe doc[a].ti 15 di rame come ivi 15:00
@ 23 Feb[rar].o1701 a Mro Giuseppe Spallone 1:00
A Mro Berardo uno de’ scarpellini 12:30
@ 11 marzo 1701 e più pag[a].te a Paolo Ant[oni].o Santucci p[er] ord[in].e di Mro Berardo in contanti 1:00
@ 13 marzo d[ett].o a Mro Giuseppe Spallone 1:20
@ 17 Marzo 1701 per condottura di pietre dalla pietrara di Piscina in Celano carlini 3 :30
@ 20 Marzo d[ett].o p[er] some due di carbone :42
A Luca Coletta p[er] la cena a Bifolchi che riporatono le pietre da S. Pelino :24
@ 23 Marzo 1701 a Mro Giuseppe Spallone in contanti 1:00
Per arena per secare le pietre 1:00
@ 27 Marzo 1701 a Mro Berardo :40
@ p[ri].mo Aprile 1701 a Mro Giuseppe Spallone :50
@6 Aprile a Mro Giuseppe Spallone p[er] il Fornaro di suo ordine 1:55
E più al d[ett].o in contanti :55
A Mro Berardo :50
Al d[ett].o sotto li 13 Ap[ri]le 1701 2:20
Per conduttura di pietre da S. Benedetto fino alla Stanga p[er] giornate tre e spese 1:20
Per decine cinque pece fatta venire dall’Aquila, portò il Comp[rato].re Dom[eni].co Ant[oni].o 4:00
A Mro Berardo :60
Per cibo a Bifolchi che portarono la pietra in Celano, come ivi :33
E più a Bifolchi disse voler fare il radunam[en].to di essi p[er] andar per pietre 1:50
E più per quattro libre e mezza cera vergine :90
E più per decine cinque piombo venuto dall’Aquila 2:50
@ 27 Ap[ri]le 1701 a Mro Berardo :50
E più per conto di Mro Marino pag[a].ti per acciajo e terra rossa una libra :42
@ 5 Maggio 1701 pag[a].to a Mro Marino in prop[ri].e mani 6:00
@ 16 Maggio 1701 dato a Mro Marino scudi sette, e giulj sette mon[e].ta Rom[an].a sono di Regno 10:78
@ 17 Mag[gi].o 1701 pag[a].to a Mro Marino 4:00
@ 19 Mag[gi].o 1701 e più pag[a].to a Mro Berardo 1:10
@ 20 Mag[gi].o 1701 e più per salme trè carboni :60
@ 22 Mag[gi].o 1701 e più pag[a].to a Mro Berardo 3:00
@ 26 mag[gi].o 1701 e più pag[a].to a Mro Marino in prop[ri].e mani altri 6:50
E più mandati p[er] Fran[ces].co Piperni in Pescina per il ferro 8:00
@ 30 Mag[gi].o 1701 pag[a].to a Mro Marino 5:00
E più pag[a].to a Giorgino per conduttura del Capitino da Fucino a Celano :10
E più pag[a].to a Serena per conduttura di pietre da S. Gio[vanni]: Vecchio :34
@ 5 Giugno 1701 contati a Mro Marino altri 18:00
@ 14 Giugno e più pag[a].to a Chiarizio Paoletti per conduttura di pietre :40
E più pag[a].to a Vanciale per conto di Mro Marino per la Bolletta di Tivoli per le pietre riportate da Roma :13
E più p[er] altre decine trè di pece greca venuta dall’Aquila 2:40
E più per conduttura di pietre 1:00
Per le fenestre si pagano:
A Mro Berardo in conto delle sud[ett].e fenestre salma mezza di grano 2:25
E più al d[ett].o Mro Berardo contanti 2:00
E più pag[a].te Peloso per conduttura di arena :60
E più pag[a].te a Dom[eni].co Ciaccia per conduttura di pietre :30
E più pag[a].te in mano di Mro Marino giulj 20 papali di Regno come correva allora 2:80
E più dato a Mro Berrardo per misure trè e mezza di vino 1:75
E più pag[a].to a Mro Simone per lavori di ferro 1:50
E più pag[a].to a Mro Marino per il suo cavallo tenuto alla montagna :70
@ 29 Giugno, e più dato a Mro Marino 4:00
E più pag[a].to a Dom[eni].co Tatarelli per giornate a carreggiare calce ed arena con tre somari :50
E più pag[a].te a Fraticello per una sua giornata ad ammannire :15
E più pag[a].to a Mro Berardo oggi p[ri].mo Luglio 1:20
@ 4 Luglio 1701 e più pag[a].to a Mro Marino 6:00
E più pag[a].to al vetraro in conto della fenestra in più volte 3:50
@ 7 Luglio e più dati in contanti a d[ett].o Mro Marino 3:00
E più pag[a].to ad Aurelio Iacutone, ed il figlio Cianfranella p[er] loro giornate 1:10
@16 Luglio 1701 pag[a].to a Mro Marino in sue mani 10:00
E più pagato per tanto ferro tondo per le vetrate fatte venire dall’Aquila 4:00
@ 17 Luglio 1701 e più pag[a].to per decine due di pece greca fatta venire da Luco 1:60
E più pag[a].to a Mro Fran[ces].co vetraro :50
@ 20 Luglio 1701 pag[a].to in mano di Mro Marino 10:00
A Mro Berardo @ 20 Lug[li].o pag[a].to 1:50
E più pag[a].to ad Aurelio per una giornata senza spese :15
E più pag[a].to a Mro Fran[ces].co vetraro in conto delle vetrate 1:00
E più per dare da bere agl’uomini che anno carreggiato le pietre nella Chiesa :50
@ 28 Lug[li].o 1701 e più pag[a].to a Mro Marino 10:00
@ 28 Lug[li].o e più pag[a].to a Mro Fran[ces].co vetraro 1:00
E più pag[a].to al Comp.e Dom[eni].co Ant[oni].o Rosati per conduttura di ferro da Pescara :80
E più pag[a].to @ p[ri].mo Agosto 1701 a Mro Marino secondo, appare dalla sua ricevuta scritta di suo prop[ri].o carattere in d[ett].o libro 70:00
E più pag[a].to a Mro Filippo per due incastri per le reti di ferro fatto fare alle due vertiate :65
E più pag[a].to a Mro Fran[ces].co vetraro in mano di suo figlio @ 7 Agosto 3:00
E più pag[a].to a Mro Berardo per le fenestre altri 3:00
E più pag[a].to ad Aurelio per complimento delle sue giornate :60
E più pag[a].to per saldo a Mro Fran[ces].co vetraro 5:00
E più pag[a].to a Mro Simone di ferro tondo per d[ett].e fenestre :20
E più per centarelle per le fenestre :21
E più per ferro tondo fatto venire dall’Aquila :80
E più pag[a].to a Mro Berardo in due volte altri 3:00
E più pag[a].te ad Aurelio per sue giornate :20
@ 2 9mbre 1701 per conto di Mro Berardo per salma una di grano datali da Benedetto Iannacome 3:80
per mattoni cento restituiti al Sig.r Gaetano Amorosi, e per portatura di essi :50
E più per piombo servito per d[ett].a Cappella 1:20
E più pag[a].to a Mro Berardo per Complim[en].to delle fenestre come per ric[evu].ta enunciata in d[ett].o libro 3:40
in tutto 428:27
Salvo ogni error di calcolo.

Nel pred[ett].o libretto sono sparsam[en].te notate le partite che toccano, Mro Marino Spallone, e Mro Giuseppe suo fratello ut in […] Bilancio, e poi nel foglio 7(?) tergo vi è una ricevuta e dichiarazione di mano propria di esso Mro Donato Marino Spallone che fu Capom[ast]ro di doc[a].ti settanta, ed è del tenor seg[uen].te col q[ua]le accetta tutte le partite del presente Bilancio.
A’ p[rim].o Agosto 1701 ancora hò ricevuti dal med[esim].o D. Allisantro altri docati settanta, et altre partite, conforma si trovano a questo presente libro, et hò ricevuti di mon[e].ta di argento, e accettata eccettatino li denari delle spese della Cappella, et altri amanimenti che sono serviti per d[ett].a Cappella, che in tutto sono docati trècento ventitrè, e grana cinquanta trè, et in fede io Donato Marino Spallone = Per conto sono in tutto 323:53
(segue autentica del Notaio Simplicio Rosati datata 1733)

E se bene nel d[ett].o Anno 1730 fosse emanato il iattato Dec[re].to in cotesta Curia contro il d[ett].o fù Can[oni].co D. Alesandro dal reddal(?) computa, ò vero altri Dec[re].ti non noti à Comp[aren].ti, e quei in qualunque modo si siano debbonsi contrario impero con tutti gli emergenti, e dipendenti atti p[er] gl’annessi docum[en].ti rivocare irritare, e cassare come fondati da ragg[ion].i insussistenti tam de facto, quam de jure, e così dicono, e si protestano anco super […] Fori p[er] esser uno degl’Eredi de sud[ett].i Principali Mons.r Ill.mo, e Rev.mo Vescovo di Venosa di cui il suo Giud[ic].e Competente
[…]
Presentibus
Berardino di Renzo Regio Giudice
Nicola Fedele e Francesco Valerij testij

(ASAQ – Notai Avezzano – Notaio Gio. Maria Paolini)

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